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drammatica
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quindicesima edizione del teatro della scuola per le scuole medie inferiori e superiori della Regione Campania
in collaborazione con Agita
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scarica il programma 2005 |
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Un appuntamento annuale aperto a spettacoli teatrali presentati dalle Scuole Medie Inferiori e Superiori della Regione.
Momento di scambio e confronto sia progettuale che metodologico, utile per conoscere la mappa laboratoriale del teatro dei ragazzi in Campania.
Rassegna impreziosita dall’Osservatorio costituito da esperti e studenti di altre scuole per qualificare la sintesi e la diffusione delle esperienze di teatro.
Momento di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul rapporto tra il teatro e la scuola.
LABORATORIO TEATRALE PER RAGAZZI
Drammatica diventa anche un laboratorio teatrale per classi di Scuola Media Inferiore e Superiore. Si articola con la visione degli spettacoli ammessi in rassegna al Teatro Le Nuvole Edenlandia. Prima di ogni rappresentazione si terrà un incontro con gli esperti de Le Nuvole per introdurre il lavoro, per stimolare ad un’osservazione critica e consapevole della comunicazione teatrale: partendo dal laboratorio, si analizza il testo, la messa in scena, la recitazione, la sintesi scenografica, la scelta dei costumi e delle musiche. La finalità è conoscere, vedere e sentire il teatro in tutti gli aspetti. A fine spettacolo è previsto l’incontro diretto con la classe/gruppo teatrale per approfondire, chiedere e scambiare opinioni.
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come raggiungere il teatro
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drammatica
il teatro dei ragazzi
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Trasformare il pensare in risor-sa operativa, l’agire in risorsa teorica, tentando di tenere insieme, nel lavoro con i bambini e i ragazzi, teoria e prassi e di farli interagire in processi che sempre più si avvicinano all’obiettivo di dare significato alla propria esperienza.
Se lavorare con gli adolescenti è fare proposte facendo fare esperienze, esiste un luogo privilegiato in cui abituare i bambini a diventare protagonisti della propria crescita.
Questo luogo è il teatro. La distanza tra una platea ed un palco, tra banchi e cattedre, spesso diventa un muro: il muro che inspiegabilmente, o forse naturalmente, si erge tra adulto e bambino, tra piccoli e grandi.
La comunicazione spesso si interrompe, non si trova più quel canale naturale dei primi anni della relazione: il teatro riapre questo dialogo, questa comunicazione tra esseri, anche agli antipodi, ma comunque inspiegabilmente vicini, a contatto.
Il teatro è una traccia, anzi un’impronta, la prefazione ad un percorso che sostanzialmente si snoda tra provocazioni, interrogativi, suggerimenti, proposte. In questo contesto ogni attività viene vista come una cellula utopica, come un qualcosa che già contiene in sé il senso che viene offerto in dono al soggetto che lo vive.
Il senso, almeno come germe, è già dato. La funzione dell’adulto-operatore-educatore è quello di dare vita a quel senso nascosto attraverso il modo concreto di gestire il quotidiano: intendo dire liberare le attività quotidiane dalla banalizzazione, dall’abitudinarietà.
In altre parole vivere esperienze e attività con azioni.
Tutto ciò nella consapevolezza che l’operatore non può stare dietro il ragazzo, accudirlo o spingerlo verso una direzione che non è la sua, né può stargli davanti, impartirgli modelli a cui rifarsi, ma deve stargli af(fettuosamente)fianco, accompagnarlo alla scoperta di sé e degli altri.
Sapendo quanto sia importante saper venir meno nella vita dell’altro, quando in qualche modo si è esaurito il proprio compito.
Ed infine, educando, ma insieme educandoci a esercitare quella virtù sociale debole, come la chiama Norberto Bobbio, la mitezzache è la capacità di lasciar essere e di lasciar divenire l’altro quale egli è, senza imporgli tempi, spazi, caratteristiche, idealità, valori non suoi. |
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