Teatri di Napoli
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Spettacoli e compagnie

stagione 2002/03
 
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la masseria luce
museo della civiltà contadina


informazioni:


tel. 081 728 2638
333 9211692
rossotiziano@tiscali.it

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le nuvole
teatro arte scienza
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I'opera dei tacchi - rossotiziano e le nuvole (Napoli)
Finito il bel tempo! - EgumTeatro (Siena)
Aspettando Godot, proprio - I Liberanti (Napoli)
Teatro da Mangiare - comp. delle Ariette (Bologna)
Cecafumo di Ascanio Celestini (Roma)
Capocomico - comp. de li Cunti (Napoli)
Circo de Madera - comp. Karromato (Praga)
Out of the blue - MiniDlin Marionette (Russia)
Pulcinella e le streghe di Benevento - gli Sbuffi (Napoli)
AtmoSphere - comp. Atmo
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L'Opera dei tacchi di rossotiziano e le nuvole
A proposito del viaggio indossiamo le scarpe….

il curriculm di rossotiziano

il curriculum delle nuvole

l
e attività delle nuvole

la masseria Luce

festa/installazione
a cura di Antonio Marfella, Alfonso Postiglione, Francesco Saponaro
musiche di Federico Odling
visioni di Violeta çarku e Shpetim Kerçova
e con la partecipazione della comunità di S. Pietro a Patierno.

Rossotiziano e Le Nuvole hanno incontrato la comunità di S. Pietro a Patierno.
Siamo partiti dal basso…da ciò che è direttamente collegato alla terra che calpestiamo tutti i giorni, da ciò che ci ha tenuto costantemente in contatto col suolo di S. Pietro a Patierno…le scarpe!
L’artigianato delle scarpe è una delle attività che da decenni caratterizza la vita economica di S. Pietro a Paterno. Botteghe, bottegucce, a conduzione familiare o legate alla grande industria, ma anche lavoro sommerso…



Ma non siamo stati soli in questo cammino…
Alcuni artisti, ci hanno accompagnato in questo percorso. Artisti la cui attività è da sempre rivolta, per vocazione, al recupero delle memorie storiche, sociali, individuali, in un rapporto diretto con le comunità dei territori dove risiedono le loro case teatrali.
Questi artisti si sono fermati per brevi permanenze a S. Pietro e hanno incontrato soprattutto gli abitanti del luogo, oltre a noi stessi, e chi altro ha voluto partecipare a questi incontri/laboratorio. Alla fine, o durante ogni permanenza, ogni artista o compagnia ha proposto un proprio spettacolo negli spazi di S. Pietro.


La masseria Luce

Rossotiziano e Le Nuvole si sono inseriti, con i propri nuclei artistici, nell’ambito di questi incontri ponendo le basi di una sorta di laboratorio permanente da svilupparsi in maniera più radicata nelle successive fasi di realizzazione del progetto Teatri di Napoli.

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Finito il bel Tempo! di EgumTeatro

curriculm di EgumTeatro



Con PIETRO MORELLI

Regia ANNALISA BIANCO e VIRGINIO LIBERTI

Scene HORACIO DE FIGUEIREDO

Costumi MARCO CABONI

Direzione tecnica NORMA ANGELINI

Organizzazione COSTANZA BOCCARDI

Produzione
EGUMTEATRO / AMIATA IN SCENA / ASSESSORATO ALLA CULTURA DEL COMUNE DI ABBADIA SAN SALVATORE / REGIONE TOSCANA

Finito il bel tempo! Costituisce il primo esito spettacolare del lavoro che da ormai quasi tre anni Egumteatro conduce in collaborazione con i Servizi Psichiatrici di Area Senese.
Il protagonista, Pietro Morelli, ha vissuto per più di quarantanni all’interno dell’ospedale psichiatrico San Niccolò di Siena.

Lo spettacolo è un lungo monologo di Pietro che, all’interno di un allestimento scenografico semplice ma di grande suggestione, intreccia i racconti delle vite di tre personaggi, a un tempo veri e immaginari, legati al suo paese natale : Blera, in provincia di Viterbo.
Vite comuni, come quella del calzolaio Guido, raccontate con passione e ironia, sullo sfondo di un’Italia povera, attraversata da invasori, predatori e costruttori di ponti.
Alla sua voce, presente, si aggiungono, come in un gioco di evocazioni e rimandi, voci di donne assenti e i rumori di un mondo esterno come astratto sottofondo per i ricordi di Pietro.

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Aspettando Godot, proprio - I Liberanti
da Samuel Beckett
regia di Alessandra Cutolo e Antonella Monetti

con Antonio Madonna – Gogo
Antonio Piccolo – Didi
Anselmo Cappanera – Pozzo
Emanuele Tedesco – Lucky
Ciro Bozzaotre – Ragazzo

musiche di Rino Saggio
con Magic Band: Gaetano Landi, Giovanni Accettola

allestimento di Luigi Biondi e Grazia Pagetta
con Rosario Paparcone, Raffaele Schibano

note
Il laboratorio-spettacolo è nato all’interno della Casa Circondariale di Lauro, avvalendosi della collaborazione di numerosi detenuti che nel tempo e secondo modalità differenti hanno partecipato alla messa in scena, non solo da attori, ma nell’adattamento del testo, nella composizione ed esecuzione delle musiche, nella realizzazione degli elementi scenici e delle luci.
L’obiettivo del lavoro su ”Aspettando Godot” è stato fin dall’inizio il tentativo di trasferire il testo letterario in un contesto più vicino all’esperienza esistenziale degli attori: la traduzione in napoletano non è mai stata scritta proprio per preservare una lingua sempre viva nel divenire del parlato.
La relazione coatta tra i protagonisti all’interno della dimensione dell’attesa sembra tipica del tempo della reclusione: continuamente in bilico tra moti di avvicinamento e di repulsione, Didi e Gogo come due cellanti ingannano il tempo con il chiacchiericcio quotidiano che mai si arresta, Lucky e Pozzo come detenuti e guardie giocano a Vittima e Carnefice, il Ragazzo come un Avvocato può farsi portavoce di una notizia importante.
È un gioco, il loro, un tentativo di movimento che commenta l’immobilità, ma è il gioco assurdo di chi istintivamente ripete, per una sorta di compiacimento dell’esperienza che si conferma, che nulla è e nulla cambia, e mostra anche di saper ironizzare su temi quali la morte, il nulla, il potere dell’uomo sull’uomo, la mortificazione del corpo ristretto e costretto, la speranza di un possibile e auspicato cambiamento.

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Teatro da Mangiare della comp. delle Ariette

vai al sito della compagnia delle ariette

evento per 26 commensali
di Paola Berselli e Stefano Pasquini
con Paola Berselli, Stefano Pasquini e Maurizio Ferraresi


Nell’autunno del 89, quando crollava il muro, abbiamo abbandonato il teatro (dove lavoravamo dall '84). Da allora viviamo e lavoriamo in campagna, nel podere le Ariette a Castello di Serravalle in provincia di Bologna, nel cuore di una valle umida e fredda.
Nel silenzio di questa valle, nel corso di questi anni, è cresciuta in noi la necessita di raccontare i nostri pensieri e di condividere la nostra esperienza. E così è tornato il teatro.
Nel 1996 abbiamo fondato il TEATRO DELLE ARIETTE. Da allora abbiamo prodotto diversi spettacoli, tutti realizzati e presenati nella casa di campagna dove abitiamo. Nel 1997 è nato il progetto A TEATRO NELLE CASE che coinvolge i cittadini del territorio delle valle del Samoggia e si articola in un momento primaverile di rassegna e uno autunale di festival.

Nel 2000 è nato il "teatro da mangiare". E’ nato come un autoritratto. E’ nato a casa nostra, nella nostra cucina, poi è stato invitato dai più importanti festival italiani e ha avuto la nomination per un PREMIO SPECIALE UBU 2001.

Si, al "teatro da mangiare" si mangia davvero, si mangiano le cose che facciamo da dieci anni, da quando è cominciata la nostra vita di contadini.
Si mangiano le cose che coltiviamo e trasformiamo nella nostra azienda agricola, che tiriamo fuori dalla nostra terra. Seduti attorno a un tavolo, preparando e consumando un vero pasto, raccontiamo a modo nostro la nostra singolare esperienza di contadini-attori: dieci anni di vita in campagna e di teatro fuori dai teatri.

"Certo lo spettacolo è ancora un pò fragile ma è un esperimento e dà furiosamente voglia di andare a vedere quello che succede nella loro valle dei sogni" (Brigitte Salino Le Monde)

"Uno strano teatro da mangiare. Continuano ad arrivare in tavola le portate, ma c’è qualcosa che rallenta sempre di più il nostro pasto. Facciamo fatica a servirci, ci stanno rapendo, prendendo alla radice dell’emozione" (Massimo Marino Tuttoteatro)

" L’evento naturale che mette tutti daccordo, romantici e marxisti, post-moderni e tradizionali, è il teatro da mangiare" (Paolo Ruffini Liberazione)


"Perché è un gesto estremo, quello di mettersi così a nudo , senza filtri, senza porsi un limite.... in primo luogo c’è il tentativo di
trasmettere un’esperienza ( e per pochi ospiti). Poi c’è come un aspetto di espiazione, di dolorosa confessione pubblica. E ancora c’è il chiaro fatto di operare in un ambito estetico come quello del teatro, anche se ai suoi margini, come per ridefinirne i confini rimescolando l’arte con la vita." (Oliviero Ponte di Pino ateatro)

"Il tutto raccontato con una genuinità tanto autentica da fare male: perché fra verdure biologiche e pane cotto al forno si ha quasi l’impressione di toccare quella terra di nessuno dei sentimenti che attraversa chiunque" (Claudio Cumani Il Resto del Carlino)

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Cecafumo di Ascanio Celestini

curriculm Ascanio Celestini
vai al sito di Ascanio Celestini

musiche scritte e interpretate da Matteo D’Agostino e Gianluca Zammarelli

Cecafumo è uno stratagemma per far ascoltare alcune fra le più belle fiabe della tradizione popolare. Tutte fiabe fortemente rimaneggiate, smontate e rimontate, tradotte e tradite. Ma tutte con una stessa caratteristica: hanno senso solo quando vengono ‘dette’.

Allora c’è la storia della mendicante che ripete continuamente “un pezzo di pane… datemi un pezzo di pane…. Solo un pezzo di pane che non vi costa niente a darmi un pezzo di pane…..”.

C’è la storia della gallina che porta il carbone ai fabbri per farsi affilare le falci dei falciatori …e farsi dare in cambio il fieno appena falciato…. per la somara che gli dia il latte …..

O la storia del gatto minatto buffatto …. che mangia le polpette minette buffette …. cucinate dalla santa minanta buffanta ….. per i cani minani buffani….

E tutte queste storie vengono narrate con l’accompagnamento di valzer, polka, quadriglia, tango o tarantella a seconda del tono del racconto. In maniera che le storie vengano ascoltate non soltanto per la ricchezza di immagini che la tradizione riesce a comunicarci, ma anche per la forza con la quale la letteratura orale continua a dare del mondo un’immagine complessa ma sostanzialmente unitaria. Così Italo Calvino nell’introduzione alle Fiabe Italiane, di cui curò la pubblicazione a metà degli anni ’50, scriveva che le fiabe sono vere perché “sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna soprattutto per la parte di vita che è il farsi di un destino: la giovinezza, dalla nascita che sovente porta in sé un auspicio o una condanna, il distacco dalla casa, alle prove per diventare adulto e poi maturo, per confermarsi come essere umano.

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Capocomico della comp. de li Cunti
Omaggio alla vita e alle opere di Raffaele Viviani

Note di regia

Vent’anni fa ai primi passi della nostra strada, scegliemmo più o meno consapevolmente Viviani come nostro Virgilio nella Commedia Teatrale. Cercammo di assimilarne la lingua, ne leggemmo materiale biografico ed autobiografico, cercando foto e testimonianze.
Ne venne fuori un progetto di spettacolo che dava spazio e voce all’uomo Viviani fra le righe di versi e musica, grazie ai momenti autobiografici, interposti fra i volti dei mille abitanti il Suo teatro.
Oggi con i nuovi compagni di viaggio, abbiamo deciso che era tornato il momento di confrontarci con quella grande Umanità, composta di storie divertenti e tragiche, che seguono Viviani nel suo percorso artistico.
La messa in scena prende avvio da una sorta di indagine sulle prime esperienze, dal suo emergere come figura originale del Cafè-Chantant, coi primi inserimenti di elementi di critica sociale, anche nella sua apparentemente “leggera” macchietta. Gli attori mettono in scena, coordinati dal capocomico, numeri di varietà di uno sgangherato spettacolo, lasciando a pochi elementi di costume e ad una scenografia ridotta all’osso il compito di delineare il quadro di fondo sul quale si sintetizza l’atmosfera di un’epoca.
Nella seconda parte il progetto sembra aprirsi all’esterno, lasciando le pareti del teatro d’epoca e mentre l’impostazione si fa più rigorosa, la dimensione dei temi trattati si fa epica, ne deriva quasi d’obbligo un confronto formale e stilistico col pensiero teatrale del coevo B.Brecht, sottolineato dagli arrangiamenti musicali dal vivo.
Infine il testamento familiare e la frase che Viviani avrebbe pronunciato come ultima della sua vita a testimonianza della fonte della sua ispirazione.

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Circo de Madera- comp. Karromato (Praga)


Per creare questo spettacolo ci siamo ispirati ai numeri di varietà che nel secolo XlX rallegravano gli intermezzi della rappresentazioni di marionette.
Abbiamo scelto quelli che hanno relazione con il mondo del circo e li abbiamo uniti grazie alla musica che, concepita per l’occasione, accentua l’umorismo quasi grottesco delle azioni.
Le marionette, intagliate nel legno, insieme al teatro riccamente decorato in stile d’epoca, aiutano a svegliare nel pubblico che guarda questo divertente spettacolo, la sensazione di ritrovare una vecchia amicizia.
Il nostro desiderio è che queste marionette diventino bravi commedianti come furono i loro nonni. Vogliamo anche ringraziate il Dr. Jaroslav Blecha del Museo Etnografico di Brno per l’aiuto prestato alla realizzazione di questo progetto.

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Out of the blue
Compagnia Mini-Dlin Marionette Theatre
(San Pietroburgo – Russia)
Varietà di marionette a filo

Spettacolo musicale interamente recitato e interpretato da raffinate marionette a filo alte circa un metro.
Lo spettacolo è diviso in numeri di circa tre/quattro minuti: c’è una parte orientale, con animali esotici, danza del ventre, un incredibile fachiro che sputa fuoco ed ingoia spade, ed ancora i cantanti zingari e i ballerini africani.
Lo spettacolo è interpretato da quattro marionettisti.


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La Compagnia degli Sbuffi presenta:
Pulcinella E LE STREGHE DI BENEVENTO
Autore: Aldo de Martino - Regia: Luigi Cesarano
Burattini: Dario Tognocchi – Fondali Manuele Guida e Carla Orata – Maschere Maria Laura Buonocore - Musiche: Crescenzo Vitiello – Luci Giuseppe De Gennaro
Con: Luigi D’Auri e Stefano Moffa

Produzione tutta da ridere, il nostro eroe, in compagnia dell’inseparabile amico Felice Sciosciammocca, incontra nientedimeno che le terribili streghe di Benevento, e carpisce loro tutti i segreti.
Tra equivoci, travestimenti, finti rapimenti e tante legnate, si dipana la matassa della vicenda che vedrà alla fine il matrimonio di Don Felice Sciosciammocca con la bella Giulietta.

Lo spettacolo, recitato in un elegante Teatro di legno dipinto, mescola sapientemente l’antica arte burattinesca con il teatro d’attore, com’è nello stile unico della Compagnia degli Sbuffi.
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Atmosphere della comp. Atmo

vai al sito degli Atmo

E' lo spettacolo che ha portato la Compagnia ai vertici del teatro
di strada attuale, potenziandolo con l'uso di particolari tecniche usate nel teatro di figura. Da questa miscela ne fuoriesce uno spettacolo vivace, comico, carico di ritmo, moderno e popolare al tempo stesso.

La sceneggiatura è imbastita sulle musiche e sulle immagini, che si accavallano in maniera incalzante.

Un'alternativa di sensazioni forti: ironia e comicità nella prima parte, drammatica e spettacolare la seconda, fino a fondersi in un finale emozionante a ritmo di valzer viennesi e giochi pirotecnici.

In Atmosphere vengono utilizzati diversi linguaggi  teatrali: trampoli, attori e grandi pupazzi, giochi pirotecnici.

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Rassegna teatrale a piedi nudi
eventi per la gioventù
Biblioteca Comunale e Parchi di San Pietro

Teatro Pirata in Gran Circo dei Burattini
Teatro Pirata in Arrivi e Partenze
Le Nuvole in Pulcinella che passione
Teatrino Erba Matta in I tre Porcellini
Teatroinviaggio in Pinocchio
Ascanio Celestini in Cecafumo (storie per ragazzi)
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I Laboratori

laboratori

VITE
Laboratorio Autobiografico
Teatro delle Ariette

Vite è un laboratorio autobiografico aperto. Ai partecipanti non è richiesta alcuna preparazione teatrale specifica.
Il laboratorio è condotto da Stefano Pasquini e Paola Berselli e permetterà di conoscere i modi di lavoro della compagnia su materiali autobiografici.
Il lavoro, individuale e collettivo, offrirà ad ognuno la possibilità di scavare nella propria vita e nella propria storia personale con gli strumenti di gioco del teatro, di raccontarsi e soprattutto di imparare ad ascoltare gli altri per incontrarli davvero e scoprire che “io sono noi”.

Laboratorio teatrale per ragazzi: a piedi nudi
a cura di
Compagnia Le Nuvole
Compagnia degli Sbuffi

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Come Arrivare a San Pietro a Patierno

In autobus:

il 111 Rosso da Via San Tommaso d'Aquino
una parallela di Via Ponte di Tappia
(dove si trova la vecchia Feltrinelli)

il 182 da Piazza Cavour.

In auto:

San Pietro a Patierno si trova tra Corso Secondigliano e le mura
dell'aeroporto di Capodichino.

Dalla tangenziale uscita Capodichino, costeggiare le mura,
alla rotonda a destra. Al primo bivio (a destra) direzione
San Pietro a Patierno.

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