Ascanio Celestini

2001 – 2002 “Fabbrica”
uno spettacolo sulla storia del lavoro in Italia che è stato presentato alla Biennale di Torino il 1° maggio 2002. Nel progetto sono coinvolti alcuni tra i più importanti centri di ricerca teatrali in Italia (laboratori, incontri e mostre tenuti alla Piaggio di Pontedera, alle cave di Santarcangelo, nelle miniere del Monte Amiata, al teatro Gobetti di Torino e a Castel Sant’Angelo a Roma).

L’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro gli assegna il premio per l’anno 2002.

Nel mese di maggio 2002 è uscito il suo primo libro “Cecafumo, racconti a voce alta”
edito da Eri – Donzelli.

Partecipa come narratore ad alcune puntate della trasmissione televisiva
“La Storia siamo noi” su Rai Educational.

Il suo testo “Le Nozze di Antigone”, non ancora messo in scena, ha ricevuto una segnalazione al Premio Riccione per il teatro nel settembre del 2001.


2000 – 2001 Radio Clandestina è l’ultimo lavoro prodotto dalla compagnia ‘Agresta’.
Racconto costruito a partire dal libro “l’Ordine è già stato eseguito” di Alessandro Portelli, premio Viareggio ’99, raccoglie la memoria orale legata all’eccidio delle fosse Ardeatine del 24 marzo 1944. È stato presentato nei locali dell’ex-carcere nazista di Via Tasso (ora Museo della Liberazione) in forma di studio per i Luoghi della Memoria manifestazione organizzata dal Comune di Roma e dal Teatro di Roma.

Lo spettacolo è stato trasmesso in diretta su RADIO TRE il 23 marzo 2001 in occasione del 57° anniversario dell’azione partigiana di via Rasella.

Per la radio Ascanio Celestini ha prodotto il radiodocumentario “guerra e pace” andato in onda su RADIO TRE dal 26 al 30 marzo 2001 e dal 27 agosto, verrà mandato in onda “milleuno. racconti minonti buffonti” un ciclo di 25 puntate sul racconto orale.
Altre 6 nuove puntate sono andate in onda nei giorni di Natale ’01.
Sempre per Radio 3 cura la lettura della vita di Fabrizio DeAndré andata in onda dal 17 al 21 dicembre ’01.


1999 – 2000 Porta in scena la terza parte della trilogia Milleuno: La fine del Mondo.
Qui l’oralità non ha più alcun legame con la tradizione. Non c’è né fiaba o leggenda, né rito, ma tutto è assorbito esclusivamente dalla storia di vita. “La fine del Mondo” è tra i vincitori del premio Sette spettacoli per un nuovo teatro italiano per il 2000 e coprodotto dal ‘Teatro di Roma’. Ha debuttato alla fine di giugno in prima nazionale al Teatro Argentina di Roma.


1998 – 1999 porta in scena con il “Teatro del Montevaso”
Baccalà, il racconto dell’acqua e Vita Morte e Miracoli, primo e secondo movimento di MILLEUNO, progetto per una trilogia sulla narrazione di tradizione orale. Ma se Baccalà è un lavoro sulla vera e propria letteratura orale, cioè sulla fiaba e la leggenda di fondazione basati sull’accostamento emotivo, “Vita Morte e Miracoli” utilizza materiali provenienti dal rito, dal racconto di sogni contadini, dalla scansione del tempo rituale in rapporto agli eventi storici che, in questo caso, riguardano la seconda guerra mondiale vista come argomento di epica contemporanea.

Nel 1999 partecipa allo spettacolo “Indizi del Tempo” prodotto dalla Corte Ospitale di Reggio Emilia per la quale tiene un laboratorio e scrive, dirige e interpreta lo spettacolo per ragazzi trecento passi.

Del 1998 è Cicoria. In fondo al mondo, Pasolini scritto e interpretato con Gaetano Ventriglia sull’immaginario nell’opera di Pasolini, presentato nella rassegna romana Senza fissa Dimora al festival VolterraTeatro99 oltre che finalista alla Pergola di Firenze per Il Debutto di Amleto.


Lavora con la compagnia "Teatro del Montevaso" di Livorno e con "Canti per l'Agresta" di Roma, gruppo musicale che svolge un’attività di raccolta e rielaborazione di canti e musiche popolari. Ha realizzato maschere per diversi artisti e compagnie italiane. Tiene laboratori di teatro, tecniche del racconto orale e costruzione della maschera per attori professionisti.