Città della Scienza

            5 marzo 2013

Dopo una lunga notte di fiamme i luoghi del Museo di Città della Scienza non esistono più.
Resta solo il Teatro Galilei 104: il padiglione industriale più antico dell’intera struttura, il primo che abbia ospitato uno spettacolo di teatro scienza, il luogo dal quale - insieme alle persone e alle idee – vogliamo far ripartire il polo dell’edutainment culturale che Fondazione IDIS/Città della Scienza ha voluto nel 1996 e che Le Nuvole, fin da subito, sono state chiamate a rendere vivo ed emozionante per tanti giovani e anche giovanissimi.

E’ stato un colpo durissimo, che non meritiamo. Non solo noi, nemmeno i nostri colleghi di Città della Scienza, tanto meno la città di Napoli. Due sole certezze, oltre la tristezza: l’esigenza di ricominciare a lavorare subito e la consapevolezza di potercela fare. Lo dobbiamo a noi stessi, ai cittadini e a tutta la comunità scientifica e teatrale - nazionale e non - che in queste ore ci ha mostrato una sincera solidarietà. 

 

 

La Fondazione Idis - Città della Scienza è una giovane comunità che vive e lavora in una vecchia fabbrica chimica, recuperata con elegante operazione di archeologia industriale e affacciata sul golfo di Napoli, sotto la collina di Posillipo, tra Nisida e Bagnoli. Sessantacinquemila metri quadri su cui si distende la più moderna interpretazione di un concetto (anzi, di un valore) che è uno degli elementi fondanti della costituzione mai scritta ma operante da almeno quattrocento anni nella Repubblica della Scienza: comunicare tutto a tutti, per rendere il sapere scientifico un bene a disposizione non di questo o di quello, ma dell’intera umanità.

 

 

 

"La Città della Scienza, creata dal fisico Vittorio Silvestrini a Bagnoli, in un’area industriale dismessa, è il primo esempio di riconversione perfettamente riuscita, e ospita il più grande e innovativo museo hands on d’Italia, uno dei più grandi e innovativi musei interattivi d’Europa. Ma Città della Scienza è anche e soprattutto un luogo in cui la diffusione informale e democratica del sapere scientifico diventa la leva per un nuovo sviluppo economico. La storia della Fondazione Idis-Città della Scienza è storia della costruzione, nel Mezzogiorno d’Italia, di un nuovo modello generale di sviluppo: un modello culturale ed economico per sottrarsi al declino ed entrare nella Società della Conoscenza.”
Tratto da La Città della Scienza (Storia di un sogno a Bagnoli) di Pietro Greco

Nell’epoca della knowledge-based society, i luoghi di cultura con le nostre caratteristiche acquistano una valenza centrale per la diffusione della cultura scientifica e del potenziamento della ricerca. All’industrializzazione e socializzazione crescenti della scienza – la cosiddetta condizione post-accademica della scienza – non corrisponde, infatti, un altrettanto deciso sviluppo della diffusione di sapere scientifico nella società. L’Italia è uno dei paesi in cui si registrano i ritardi più forti nel processo di divulgazione e di alfabetizzazione scientifica. Alla “società basata sulla conoscenza” continua a sovrapporsi la “società senza conoscenza”. Noi rientriamo in quelle nuove categorie di catalizzatori scientifici/culturali/ricreativi, dinamici e capaci di rispondere alla complessità contemporanea e colmare questo divario. Siamo una struttura in grado di trasformarsi e reinventarsi al fine di rappresentare, raccontare e trasmettere un sapere dinamico: la scienza in senso ampio e il legame tra questa e la società.