Bit
Bello, Intelligente, Tecnologico: BIT
BIT è un seducente burattino virtuale. Un incontro indimenticabile per grandi e piccoli. BIT è un’istallazione interattiva in cui una identità virtuale - un avatar - conversa con il pubblico. L’istallazione funziona in tempo reale: un attore-animatore, da una cabina di regia non troppo in vista, ma comunque, lungo il percorso espositivo, parla, chiacchiera ed interagisce con i visitatori attraverso un sistema di telecamere e microfoni nascosti, gestendo le emozioni espressioni del suo avatar attraverso un human glove dai numerosi sensori e controlli.
BIT genera un meta percorso…
Il burattino, tramite l’operatore, funge da forte punto di contatto tra museo e visitatore, generando una nuova chiave-livello di lettura del museo, un metapercorso che permea quelli pensati in fase progettuale arricchendoli in una visione sistematica in cui il totale di ciò che il museo comunica è maggiore di ciò che ogni singola parte – meglio ancora, ogni singolo modo di percepire il museo - può dare. BIT può anche diventare (per come lo è stato) strumento per indagini sociali in cui l’intervistatore ha il pregio della neutralità della maschera dietro cui si cela (considerando naturalmente la sensibilità ed onestà emozionale ed intellettuale che chi lo anima deve avere). Oltre a dover essere esso stesso oggetto di indagine per capire come mai un burattino che non ha nessun rapporto di familiarità o semplice conoscenza con chi si ferma ad interagire con lui ha la capacità di farlo aprire e parlare anche di situazioni personali, anche al limite del più che privato. Nell’era della comunicazione globale, pervasiva ed istantanea si ha meno tempo per parlare, verrebbe da dire “semplicemente”, tra amici se non, addirittura, tra familiari. Per inciso viene da ricordare che dal 1985 ad oggi il numero di persone alle quali confidare i propri segreti è sceso da tre a due. Ecco uno dei motivi del successo di BIT con gli adulti ed i bambini che frequentano il Science Centre di Città della Scienza a Napoli: la sua “banale” capacità di dialogare senza pregiudizi e di ascoltare con attenzione anche il più semplice dei pensieri.
approfondimenti in allegato.


