TAMBURO'

liberamente ispirato a “Il tamburo di latta” di Günter Grass

giovedì 26 gennaio, ore 10.00 al teatro le nuvole
OMAGGIO AI BAMBINI SENZA TERRA per la giornata della memoria

comunicato stampa

 

di e con Rosario Sparno
regia Paola Zecca

scene e costumi Pasquale Mellone
disegno luci Riccardo Cominotto
musiche originali Massimo Cordovani
sculture e decorazioni Antonello Furmiglieri e Fabio Lastrucci
scenotecnica Francesco Davide e Renato Delehaye
sarta di scena Nuccia Albi Marini

 

La storia è quella di Oskar, un bambino kasciubo, raccontata da Markus, un giocattolaio kasciubo
che vende tamburi di latta laccati in bianco e rosso.
I Kasciubi sono un popolo da sempre costretto a vivere fra due grandi paesi in guerra, un popolo errante che si è difeso fuggendo, camminando e cercando la pace un po’ più in là.
E Oskar è uno di loro, perseguitato dalla guerra e dai suoi soldati. La sua storia è fatta d’inseguimenti, nascondigli, dolcezze e crudeltà, che sembra destinata a non finire mai così come non ha fine il cammino dei Kasciubi verso una terra tutta per loro.
Una storia di desideri: ma che desiderio può esprimere per il suo compleanno un bambino che non ha una terra dove vivere? Un bambino senza più voce, che vorrebbe che qualcuno lo ascoltasse?
Eppure, forse, qualcosa potrà fare avverare quel desiderio: un tamburo, da suonare forte abbastanza per farsi sentire da tutti.
Finalmente una voce rumorosa, scomoda e assordante che nessuno, ma proprio nessuno, potrà non sentire.

Affascinati dal bellissimo libro di Günter Grass “Tamburo di latta”, è nata l’idea di realizzare uno spettacolo teatrale che sviluppasse alcuni temi del testo originale quali il diritto ad avere una casa e una terra dove vivere in pace e dove poter giocare. Così, facendo riferimento soprattutto alla prima parte del romanzo, la regista, l’attore, il musicista e il costumista - scenografo hanno lavorato insieme su improvvisazioni teatrali che avevano come temi dominanti il nascondersi, il viaggio e il camminare. Sono nati così pian piano il testo e i personaggi dello spettacolo con i costumi e le scene che si muovono in un unico, inarrestabile, agire. Anche le musiche originali di Tamburò sono nate in questo modo con il musicista che, guardando il materiale di improvvisazione, creava in musica le suggestioni che la scena gli suggeriva. La creazione delle scene e dei costumi, infine, ha seguito lo stesso iter creativo di tutto lo spettacolo.
Fino al punto in cui, nella fase di montaggio, per sottrazione, si è scelto di dare rilievo all’elemento ‘giocattolo’, che rappresenta il luogo/oggetto dove viene narrata e vissuta la storia. Ed è così che si è giunti, alla fine, all’identificazione di tre elementi narrativi: la nonna, il soldato e la barca, ognuno rappresentato tre volte: come costume, come personaggio e come giocattolo.
Un omaggio ai Kasciubi che rappresentano idealmente tutti i popoli, le culture e le lingue scomparsi.
Contro l’idea e la pratica della guerra, che ruba l’infanzia e i suoi giochi.

Lo spettacolo appartiene al repertorio della compagnia Le Nuvole ed è andato in scena, per la prima volta, nel 2003. Per la realizzazione dello spettacolo - coerentemente con lo spirito corale che ne ha caratterizzato l’ideazione – ci si è avvalsi della preziosa collaborazione degli studenti delle Scuole di San Pietro a Patierno (Napoli): I.C. “Sanzio”; I.C. 81° “Don Bosco”; 51° C.D, che ringraziamo ancora oggi come allora.


“La nonna cammina e diventa vento.
Vento forte butta in terra tutti quelli che fanno alla guerra.
La nonna corre e diventa barca, barca a vela, profumo di mare, qui ben nascosto Oskar può stare”

 

 

 

per orari e date, consulta il programma:

per le famiglie      per la scuola