MONELLI
Nella notte del 20 luglio 1969 Neil Armstrong, comandante della missione Apollo 11, sbarca sulla Luna.
In quella stessa notte un ragazzino ascolta la radio dove trasmettono la cronaca dell’allunaggio. E’ Giovannino, anche lui in partenza per la sua personalissima avventura a bordo della lavatrice/astronave spaziale Lambretta 87.
Giovannino, l’eroe della nostra storia, è un personaggio nato dalla fantasia di Gianni Rodari che impersona tutta l’energia, lo stupore e la fantasia del mondo dell’infanzia, attraverso i suoi viaggi. E’ un birbante, un bricconcello, un giamburrasca, un discolo, una piccola canaglia… insomma uno di quei ragazzini un po’ vivaci, abituati a prendere tutto quello che vogliono, anche quando non gli appartiene, a dire sempre è mio, anche se si tratta della luna.
Un ragazzino che gioca, preferibilmente in strada, e che sogna con i piedi per terra ma con gli occhi puntati verso il cielo.
Un monello che insegue il sogno di camminare a piedi scalzi sulla Luna.
L’avvio della vicenda è dato da un avvenimento storico realmente accaduto, una conquista tecnologica che ha consentito all’uomo una sostanziale accelerazione nell’acquisizione di informazioni in ambito scientifico non solo riguardo alla luna ma all’universo intero. Ma l’uomo, come spesso è accaduto, di fronte alle novità mostra un atteggiamento di conquista più che di conoscenza, di appropriazione piuttosto che di confronto.
Ed anche in Giovannino è possibile riscontrare questo comportamento. Allorchè, appena approdato sulla luna, il primo gesto che compie è piantare una bandierina – al pari di Armstrong - sulla quale c’è scritto “E’ MIO”! Una questione di proprietà, che si traduce in un problema di rispetto dell’identità altrui. La propensione alla sperimentazione, all’esplorazione, allo spingersi oltre, che appartiene ai bambini per il loro naturale istinto a progredire, non dovrebbe essere condizionata dalla prepotenza. La stessa che – per dirla con le parole di Astolfo – induce ad “entrare senza bussare… senza chiedere il permesso!”. Questo comportamento, infatti, impedisce l’incontro per favorire lo scontro, determinando una sostanziale limitazione delle possibilità proprie e altrui.
Giovannino avrà modo di comprendere – alle prime luci del nuovo giorno - che crescere è un’occasione per scoprire se stessi a partire dall’altro?
MONELLI A SPASSO CON LA LUNA è un progetto che comincia con la letteratura e, gradualmente, arriva fino alla messa in scena teatrale e alla musica. Lo spettacolo è stato costruito utilizzando una tecnica mista, composta da teatro d’attore e canto dal vivo. Massimo Cordovani – che ha già collaborato con Le Nuvole per la produzione ’06 “Mondo Rotondo” – ha composto le canzoni originali, che, insieme al testo, sono parte integrante della drammaturgia.
Il lavoro sulla “reversibilità” tra la narrazione letteraria e quella teatrale è uno dei punti di forza della compagnia Le Nuvole, che ha fatto della contaminazione dei saperi e dei linguaggi il banco di prova della propria creatività misurandosi, già da anni, con celebri testi letterari come il “Tamburo di latta” di Günter Grass o “Il racconto dell’isola sconosciuta” di Josè Saramago, che si sono trasformati poi negli spettacoli TAMBURO’ e MONDO ROTONDO.
“Lasciaci la luna, la tratteremo con cura.
Perché la luna di notte non fa avere paura, che serve al mare per crescere e respirare .”


