GODOT

liberamente ispirato a 'aspettando Godot' di Samuel Beckett

 dagli 8 anni

 

adattamento e regia Fabio Cocifoglia

 

con Massimiliano Foà, Luca Iervolino e Rosario Sparno
spazio scenico Roberto Di Bello
costumi Alessandra Gaudioso
disegno luci Gaetano di Maso
assistente alla regia Francesca Borriero

 


Vladimiro, detto Didi, ed Estragone, detto Gogo, stanno aspettando su una desolata strada di campagna un certo Signor Godot.
Alle loro spalle solo un albero che, nel cadere delle foglie, segna il passare dei giorni.
I due ragazzi, vestiti come barboni, si lamentano continuamente del freddo, della fame e del loro stato esistenziale: litigano, pensano di separarsi, ma alla fine restano l'uno dipendente dall'altro. Ad interrompere la monotonia delle giornate arriverà l’incontro con Pozzo, che sceglierà d’intrattenersi con loro per ripartire al sopraggiungere della notte.
Altro giorno, stesso luogo, medesimi personaggi, situazione identica: Didi e Gogo aspettano, incontrano Pozzo che, però, è diventato cieco! Allora, forse, qualcosa è cambiato e il tempo è passato e, invece… sopraggiunge di nuovo la notte.
E di Godot ancora nessuna traccia, se non un ragazzo - forse un messaggero - che riferirà ai due protagonisti che “lui oggi non verrà, ma che verrà domani".

 

 

Per orientarsi in un adattamento per ragazzi di “Aspettando Godot” è stata illuminante l’immagine che Anne Atik – autrice del libro COM’ERA. Un ricordo di Samuel Beckett – delinea dello scrittore di Dublino, riferendo che egli aveva un tocco magico con i bambini. Non li trattava mai con condiscendenza, non li zittiva, non li criticava mai né parlava scimmiottandone il linguaggio. Già questo ha fornito un metro di valutazione per il lavoro di adattamento e ha rassicurato sulle scelte fatte.
In secondo luogo, anche se in apparenza può sembrare che il tema dell'esistenza sia distante dalle preoccupazioni dei ragazzi di 8 anni, proprio a questa età tutti hanno un NON LUOGO, come il letto poco prima di addormentarsi, in cui si vedono passare nella mente tanti pensieri: amici, parenti, mostri buffi o spaventosi. Con la sensazione che da un momento all'altro arrivi la luce di una grande verità!
Poi, puntualmente, si ricade nel sonno più profondo e un altro giorno ricomincia più misterioso di prima.
Proprio pensando a questi momenti, accade che il teatro di Beckett diventi anche per i ragazzi di oggi uno di quei NON LUOGHI possibile, dove ansie e pensieri possano prendere le forme semplici e allo stesso tempo complesse di ‘Aspettando Godot’.

 

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“Godot” è uno spettacolo che nasce all’interno di un progetto di collaborazione fra il Teatro stabile Mercadante di Napoli e il Teatro stabile Le Nuvole di Napoli, chiamato LA STANZA BLU. Questo progetto prevede l’adattamento di classici del teatro per un pubblico giovane. Il primo passo che si intraprende per la creazione dello spettacolo è quindi l’adattamento del testo, lasciando inalterati lo stile e la forma del linguaggio usati dall’autore.
LA STANZA BLU ha visto nascere anche l’adattamento per ragazzi di
“La tempesta” da Shakespeare, adattamento e regia di Rosario Sparno
“L’avaro” di Molière, adattamento e regia di Rosario Sparno
“La scuola delle mogli” di Molière, adattamento e regia di Fabio Cocifoglia

 


“Ecco gli uomini: si lamentano della scarpa, quando la colpa è del piede.”

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